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L'APAV è stata fondata nel 1975 con lo scopo di salvaguardare il patrimonio artistico, naturalistico e architettonico di cui è ricca la Valmaggia. Nei suoi primi 30 anni di esistenza ha realizzato numerosi inventari di oggetti della civiltà contadina, oltre ad aver promosso parecchi restauri di monumenti storici e artistici nonché interventi a salvaguardia del territorio tradizionale.
Cenni storici
Attorno alla metà del secolo scorso nelle nostre valli i valori della civiltà contadina si erano svalutati a tal punto che gli antiquari facevano facilmente incetta di oggetti vecchi e gli speculatori si impossessavano per pochi soldi dei rustici, ormai divenuti inutili. Con lo scopo di contrastare questa tendenza, nel 1975 alcuni personaggi lungimiranti (Plinio Martini, Luigi Martini, Ilario Inselmini, Fridolino Dalessi e don Adriano Cauzza) fondarono l'APAV, un'associazione volta a salvaguardare il patrimonio artistico, naturalistico e architettonico di cui è ricca la Valmaggia. Già dall'inizio fu deciso che l'associazione non si doveva limitare al pure restauro, ma che occorreva allestire degli inventari: era cioè indispensabile studiare a fondo il territorio da salvare e valorizzare. Un'altra decisione importante fu quella di coinvolgere gli enti pubblici e la popolazione della Valle, la cui risposta fu subito incoraggiante. La svolta «epocale» fu la pubblicazione dell'opuscolo "bilanci e prospettive dopo un decennio d'attività", con lo scopo di far conoscere l'APAV anche fuori valle e di raccogliere finanziamenti. Risultato: nello spazio di un anno, si riuscì a raccogliere la ragguardevole cifra di 100'000 franchi. Negli anni seguenti, accanto alla continuazione degli inventari, si sviluppò quindi l'aiuto ai restauri, con la partecipazione finanziaria ad opere pubbliche e private. Così, tra il 1979 e il 1994, furono ripristinati in valle ben 59 oggetti (soprattutto cappelle). Nel 1995 si rinnovò il comitato e la sede venne trasferita nel palazzo patriziale di Bignasco, dove oggi si trova l'archivio, fornitissimo e regolarmente arricchito. Per la salvaguardia delle testimonianze della civiltà rurale, il 1997 è da ricordare come un anno d'oro, infatti l'APAV poté realizzare tre restauri importantissimi: la grande stalla dell'Alpe Sfii, l'acquedotto in pietra sull'Alpe Vacarisc e nove Gadumdschi sopra Bosco Gurin, per un investimento complessivo di oltre 400'000 franchi. Attualmente l'attività dell'APAV si concentra su 5 punti principali: la continuazione di restauri mirati nonostante le crescenti difficoltà a reperire finanziamenti; l'intensificazione delle pubblicazioni; gli inventari; gli interventi di salvaguardia del territorio e la partecipazione al progetto Vallemaggia pietraviva. http://www.apav.ch
File from 4 Sep, 2001 - LastMod. 16 Feb, 2006 17:02:18
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