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I sentieri di pietra

I sentieri di pietra (Vallemaggia pietraviva)

Nell’ambito del progetto Vallemaggia pietraviva sono stati realizzati dei percorsi che valorizzano le ricchezze paesaggistiche, storiche e culturali di alcuni angoli caratteristici della Vallemaggia, e questo grazie soprattutto alla proficua collaborazione di due associazioni valmaggesi: Vallemaggia Turismo e l’APAV. Da un paio di anni, l’APAV (Associazione per la protezione del patrimonio artistico Valmaggese) sta catalogando sistematicamente gli oggetti che caratterizzano la vita rurale di ogni singolo villaggio della Valle, rilevando contemporaneamente elementi di tipo artistico e segnalando angoli naturalistici interessanti. Questo programma, denominato «Tracce d’arte e di vita», ha permesso a Vallemaggia Turismo di identificare itinerari di vario interesse e di creare percorsi facili, sui quali è possibile scoprire un mondo dove la pietra è l’elemento predominante. A questi percorsi, si aggiungono quello del Museo di Valmaggia,realizzato in relazione alla ricerca svolta sulle costruzioni sottoroccia e quello della Fondazione Valle Bavona che ha quale tema la transumanza e che è ancora in fase di costruzione. Questi sentieri percorrono tracciati in gran parte già esistenti all’interno e nelle immediate vicinanze dei nuclei e permettono di conoscere meglio le ricchezze paesaggistiche, culturali ed artistiche dei nostri villaggi. Gli opuscoli con le cartine semplici da leggere e con le descrizioni di carattere storico-culturale relative ai vari oggetti segnalati danno al visitatore una visione più completa della realtà della valle e gli permettono di scoprire quegli elementi che ancora testimoniano la vita d’un tempo. Ogni prospetto presenta un’introduzione in cui viene presentato un riassunto della storia del villaggio, brevi annotazioni che, sintetizzando elementi essenziali, vogliono stimolare ulteriori curiosità. Questi percorsi, nuovi per la loro impostazione, sono particolarmente adatti a famiglie, scolaresche e a turisti che intendono conoscere anche angoli nascosti. Si possono percorrere in tutte le stagioni: in primavera con i prati profumati di fiori; al posto di un’uscita in alta montagna quando il tempo è incerto; nelle giornate autunnali in un quadro fiammeggiante di colori; e d’inverno, stagione definita morta, ma che mette in risalto e valorizza le costruzioni di pietra erette dall’uomo nei secoli passati. E’ utile aggiungere che percorrendo i tracciati dei «Sentieri di pietra» ognuno può modificare il proprio cammino a seconda delle esigenze personali. E’ intenzione di Vallemaggia Turismo pubblicare «Sentieri di pietra» per ogni villaggio della valle. Fino a questo momento sono stati realizzati i seguenti percorsi con i relativi opuscoli:

1 Avegno... e la tinaia
Visitando i tre nuclei storici del villaggio, una volta distintamente separati, si possono ammirare innumerevoli oggetti legati alla vita rurale di un tempo. Oltre ad essere il tema scelto per questo sentiero, la tinaia, ricavata da lastroni di pietra dalla capacità di 1000 litri, occupa anche un’esposizione permanente dove si illustra la storia della viticoltura della Bassavalle. (Avegno in formato PDF)

2 Gordevio... ponti e lavatoi
In questo paese i nuclei storici sono due, Villa e Briee, suddivisi dal riale di Briee che scende a valle gettandosi nel fiume Maggia. Un secondo riale scende più a sud, entrambi vengono attraversati ai piedi della montagna da altrettanti ponti in sasso ad arco costruiti nel diciottesimo secolo. Tre lavatoi in pietra e numerose altre opere si possono ancora scoprire incamminandosi tra carraie, sentieri e viuzze. (Gordevio in formato PDF)

3 Aurigeno… e il Vanoni
Ci accompagna tra affreschi, ex-voto e cappelle dipinte dal pittore Giovanni Antonio Vanoni nella seconda metà dell’ Ottocento. L’itinerario, della durata di 4 ore e 30 minuti, inizia ad Aurigeno, per poi salire verso la Forcola di Dunzio, punto panoramico da dove si può ammirare il fondovalle e in seguito ritornare verso il villaggio. (Aurigeno in formato PDF)

4 Moghegno… e la grà
Si snoda invece tra le viuzze di un villaggio ancora fortemente caratterizzato da elementi rurali e da ammirevoli antiche abitazioni. In particolare si ha l’opportunità di conoscere il metodo di essiccazione e conservazione delle castagne, alimento indispensabile per la vita degli abitanti della Valle nei secoli scorsi. (Moghegno in formato PDF)

5 Maggia... chiese e cappelle
Nel nucleo del villaggio, si possono ancora individuare numerose testimonianze della vita passata dei suoi abitanti. Diversi sono, per esempio, gli affreschi risalenti al XVII e XVIII secolo. (Maggia in formato PDF)

6 Lodano... e i vigneti
Il filo conduttore di questa passeggiata sono i vigneti in quanto il villaggio è inserito in un susseguirsi continuo di pergolati e terrazzamenti vignati lavorati con orgoglio e determinazione dagli abitanti del luogo, producendo prevalentemente vino di uva americana (l'americanél). (Lodano in formato PDF)

7 Coglio... e l'ossario
A pochi passi da Giumaglio, si cammina in territorio di Coglio. Le costruzioni più antiche del villaggio si trovano attorno alla piccola chiesa; le case degli emigranti sono lungo la vecchia strada cantonale. L'elemento più significativo del nucleo è l'ossario. Questo tempietto, monumento d'importanza cantonale, risale alla metà del XVIII secolo (1765) ed è posto di fronte alla chiesa. (Coglio in formato PDF)

8 Giumaglio... e il suo nucleo
Il vecchio nucleo di Giumaglio è edificato in modo compatto e raggruppato attorno alla chiesa parrocchiale. Della vita passata del villaggio si possono ancora trovare testimonianze, risalenti al '700, osservando gli stretti vicoli, gli edifici e i portali che danno accesso a piccoli cortili. Oltre i vigneti a lambire le rocce, si estende la selva castanile, che fino all'inizio del ventesimo secolo rappresentava la riserva alimentare di ogni villaggio. (Giumaglio in formato PDF)

9 Cevio... e gli argini
Permette al visitatore di scoprire elementi in pietra costruiti a partire dalla seconda metà dell’Ottocento per proteggere il villaggio dalle acque dei fiumi Maggia e Rovana che ingrossano spaventosamente durante le piene. L’itinerario permette di conoscere manufatti di pietra di vario tipo, costruiti in periodi diversi. Lungo il circuito, della durata di 3 ore, il visitatore ha la possibilità di approfondire aspetti storici legati alla vita del villaggio, capo. (Cevio in formato PDF)

10 Boschetto… caraa e carasc
Ci riporta nel mondo rurale settecentesco in un ambiente idilliaco in cui dominava la tecnica dei muri a secco per costruire cinte e edifici. Questo nucleo mantiene tutto il suo fascino grazie alla salvaguardia che si sta operando sul territorio. (Boschetto in formato PDF)

11 Cevio… e i grotti
Realizzato dall’Associazione del Museo di Valmaggia, conduce il visitatore tra i macigni di una ciclopica frana nei pressi di Cevio Vecchio, nelle vicinanze delle due sedi del Museo. In questo ambiente apparentemente improduttivo, su una superficie di circa due ettari, vennero scavate oltre sessanta cantine, adibite in passato alla conservazione di vino e formaggio. (Cevio e i grotti in formato PDF)

12 Linescio... e i terrazzamenti
Non è per niente esagerato parlare di opera ciclopica, pensando all’immane lavoro che ha permesso di costruire nel passato qualcosa come 25 kilometri di muri a secco per creare un paesaggio terrazzato monumentale e unico attorno a questo piccolo villaggio all’entrata della Val Rovana. (Linescio in formato PDF)

13 Bosco Gurin… e i Walser
Ci porta nel cuore della civiltà walser in questo villaggio unico nel suo genere in Ticino. A Bosco Gurin, abitato tutt’oggi dai diretti discendenti del popolo delle montagne, sono ancora molte le tracce lasciate dai Walser che si possono leggere nel nucleo in percorso della durata di un’ora. (Bosco Gurin in formato PDF)

14 Bignasco... e la lüera
Il villaggio di Bignasco, situato alla congiunzione di due fiumi, offre vari elementi di interesse, tra cui il vecchio nucleo con le sue pregevoli case cinquecentesche. Ma il vero gioiello di questa zona è rappresentato dalla «lüera», la singolare trappola per lupi che si trova nel suggestivo angolo di Sott Piodau. (Bignasco in formato PDF)

15 Cavergno... e le sue terre
Il villaggio di Cavergno fa da porta d’entrata alla Val Bavona che con le sue terre ha sempre rappresentato una sorta di riserva nella quale i Cavergnesi viveavno e lavoravano durante la maggior parte dell’anno, esclusa il periodo più freddo dell’inverno. (Cavergno in formato PDF)

16 La Val Bavona... e la transumanza
È un percorso che si snoda sul fondovalle bavonese da Bignasco-Cavergno fino a Foroglio, seguendo le tracce dell’atavica migrazione primaverile e autunnale della popolazione contadina. Un nuovo sentiero che passa tra selve castanili, faggeti e boschi d’ontano, attraversando le caratteristiche Terre di Mondada, Fontana, Alnedo, Sabbione, Ritorto e Foroglio con le loro case e stalle in pietra e i tetti in piode. Si possono scoprire i prati terrazzati, le tipiche callaie, le costruzioni sotto i massi (gli «splüi»: uno ospita un forno per il pane), i prati pensili, i biotopi, i boschi di golena. Una gita adatta a tutti durante la quale si scopre sempre qualcosa di nuovo. (La Val Bavona in formato PDF)

17 La Val Calnègia… tra dirupi e pietraie
Questa valle che si apre sopra il nucleo di Foroglio è veramente il regno della pietra e propone un paesaggio maestoso e affascinante. Il percorso completa l’itinerario della transumanza la cui prima tappa si snoda tra Cavergno e Foroglio (La Val Calnègia in formato PDF)

18 Brontallo ... e le stalle
Chi sale da Bignasco verso la valle Lavizzara non può che rimanere affascinato da questo paesino aggrappato a metà montagna con il suggestivo gruppo delle stalle (tutte uguali, tutte rivolte verso il fondovalle, tutte raggruppate sullo stesso pendio), i ripidi e interminabili pendii terrazzati, le rocce sovrastanti a picco sopra il paese, il nucleo delle case vecchie, l’esiguo spazio pianeggiante dove negli ultimi decenni sono state costruite alcune case nuove, i prati che attorniano il paese, il cimitero posto su un breve piazzo sopra una roccia, la valle che sprofonda fin nelle gole del fiume Maggia, trecento metri più in basso. (Brontallo in formato PDF)

19 Menzonio... e l'oratorio
Tanto quanto Brontallo è in una posizione invitante, Menzonio, pure situato su un terrazzo a 731 m s.m. all’inizio della Valle Lavizzara, si trova in un luogo  appartato, nascosto a chi transita sul fondovalle. Se non ci fosse il cartello stradale, nessuno lo noterebbe. Forse per questo motivo oltre al fatto che il collegamento con la strada cantonale  è avvenuto solo nel 1949, la comunità di Menzonio ha conservato una propria forte identità. Dal 1991 l’oratorio del villaggio si è arricchito di una mostra permanente dell’artista Gianfredo Camesi, nato quassù nel 1940 e ora conosciuto anche a livello internazionale. (Menzonio in formato PDF)

20 Broglio... e i gelsi
Ci accompagna nella campagna di Broglio dove si possono ancora distinguere alcuni gelsi. Le foglie di gelso servivano per nutrire i bacchi allevati appositamente per ottenere la seta. Su tutto il suo territorio sono disseminati parecchi grossi massi sopra cui, ancora oggi sono visibili dei muretti costruiti a secco. (Broglio in formato PDF)

21 Rima... e le torbe
Imboccando il sentiero per i monti, da Broglio in poco più di un'ora si raggiunge Rima. Un'antica e suggestiva caraa accompagna l'escursionista per l'ultimo tratto di cammino prima di arrivare al nucleo di Rima. Le torbe a Rima, in cui si conservava la segale, sono ancora una ventina. (Rima in formato PDF)

22 Prato-Sornico... e le case signorili
Nel nucleo di Sornico si conservano edifici di alto valore storico: la chiesa parrocchiale, il campanile, il palazzo della giudicatura, la torba, la casa parrocchiale, le case signorili e una casa di legno. Oggigiorno Sornico è un importante centro sportivo della Lavizzara, in quanto è stata creata l'unica pista di ghiaccio artificiale della Vallemaggia, agibile da ottobre a fine febbraio. (Prato Sornico in formato PDF)

23 Peccia...e il marmo
Girovagando tra le viuzze acciottolate di questo villaggio, colpisce la varietà degli edifici che si ritrovano in così poco spazio: case cinquecentesche, disabitate; case riattate con conservato il vecchio stemma della famiglia patrizia…
(Peccia in formato PDF)

24 Fusio... e i mulini
Fusio è senza dubbio un villaggio piacevole e pittoresco, con le abitazioni raggruppate su un pendio e rivolte a sud; la chiesa che appena sporge dalle case; il campanile che sembra sorvegliare il gruppo e scandire il tempo di questa piccola comunità isolata.
(Fusio in formato PDF)

In preparazione:  Riveo-Visletto (2010), Cerentino - Campo Vallemaggia (2011)



 

File from 16 Aug, 2005 - LastMod. 20 Jan, 2010 11:01:03

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